DECRETO LEGISLATIVO 19 novembre 1997 , n. 422

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CONFERIMENTO ALLE REGIONI ED AGLI ENTI LOCALI DI FUNZIONI E COMPITI IN MATERIA DI TRASPORTO PUBBLICO LOCALE, A NORMA DELL’ARTICOLO 4, COMMA 4, DELLA LEGGE 15 MARZO 1997, N. 59.

(Omissis)

CAPO II
Organizzazione del trasporto pubblico locale

Art. 14. (1)
Programmazione dei trasporti locali

1. La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano promuove, su proposta del Ministro dei trasporti e della navigazione e sentita, per quanto di  competenza,  la  Presidenza  del Consiglio dei Ministri РDipartimento  per  le  aree  urbane,  il  coordinamento  della programmazione delle regioni e delle province autonome con la programmazione dello Stato definita dal C.I.P.E.
2. Nell’esercizio dei compiti di programmazione, le regioni:
a) definiscono gli indirizzi per la pianificazione dei trasporti locali ed in particolare per i piani di bacino;
b) redigono i piani regionali dei trasporti e loro aggiornamenti tenendo¬† conto¬† della¬† programmazione degli enti locali ed in particolare dei piani di bacino predisposti dalle province e, ove esistenti,¬† dalle¬† citta’ metropolitane, in connessione con le previsioni di assetto territoriale e di sviluppo economico e con il fine¬† di¬† assicurare¬† una rete di trasporto che privilegi le integrazioni tra le varie modalita’ favorendo in particolar modo quelle a minore impatto sotto il profilo ambientale.
3. Per la regolamentazione dei servizi di trasporto pubblico locale, con riferimento ai servizi minimi, di cui all’articolo 16, le regioni,¬† sentite le organizzazioni sindacali confederali e le associazioni dei consumatori, approvano programmi triennali dei servizi di trasporto pubblico locale, che individuano:
a) la rete e l’organizzazione dei servizi;
b) l’integrazione modale e tariffaria;
c) le risorse da destinare all’esercizio e agli investimenti;
d) le modalita’ di determinazione delle tariffe;
e) le modalita’ di attuazione e revisione dei contratti di servizio pubblico;
f) il sistema di monitoraggio dei servizi;
g)¬† i¬† criteri¬† per¬† la¬† riduzione¬† della¬† congestione¬† e dell’inquinamento ambientale.
4. Per l’esercizio dei servizi pubblici di trasporto locale in territori a domanda debole, al fine di garantire comunque il soddisfacimento delle esigenze di mobilita’ nei territori stessi, le regioni, sentiti gli enti locali interessati e le associazioni nazionali di categoria del settore del trasporto di persone, possono individuare modalita’ particolari di espletamento dei servizi di linea, da affidare, attraverso procedure concorsuali, alle imprese che hanno i requisiti per esercitare autoservizi pubblici non di linea o servizi di trasporto di persone su strada. Nei comuni montani o nei territori in cui non vi e’ offerta dei servizi predetti possono essere utilizzati veicoli adibiti ad uso proprio, fermo restando l’obbligo del possesso dei requisiti professionali per l’esercizio del trasporto pubblico di persone.
5. Gli enti locali, al fine del decongestionamento del traffico e del disinquinamento ambientale, ai sensi dell’articolo 16, comma 3, (( e dell’articolo 18, comma 3-bis )), possono organizzare la rete dei trasporti di linea nelle aree urbane e suburbane diversificando il servizio con l’utilizzazione di veicoli della categoria M1 di cui all’articolo 47 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Detti veicoli devono risultare nella disponibilita’ di soggetti aventi i requisiti per esercitare autoservizi pubblici non di linea o servizi di trasporto di persone su strada. L’espletamento di tali servizi non costituisce titolo per il rilascio di licenze o autorizzazioni. Gli enti locali fissano le modalita’ del servizio e le relative tariffe e, nella fase di prima attuazione, affidano per il primo anno in via prioritaria detti servizi, sempre attraverso procedure concorsuali, ai soggetti che esercitano autoservizi pubblici non di linea. I criteri tecnici e le modalita’ per la utilizzazione dei sopraddetti veicoli sono stabiliti con decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione.
6. Ad integrazione dell’articolo 86 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, ai veicoli adibiti al servizio di piazza per il trasporto di persone di cui all’articolo 82, comma 5, lettera b), dello stesso decreto, e’ consentito l’uso proprio fuori servizio.
(( 7. Nel comma 2 dell’articolo 57 del decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, recante il regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada, come sostituito¬† dall’articolo¬† 47 del decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1996, n. 610, dopo le parole: “di linea” sono inserite le seguenti: “e non di linea”, ad eccezione dei taxi.
All’articolo 57 del succitato decreto n. 495 il comma 3 e’ cosi’ sostituito:
3. La pubblicita’ non luminosa per conto terzi e’ consentita sui veicoli adibiti al servizio taxi unicamente se effettuata mediante scritte con caratteri alfanumerici, abbinati a marchi e simboli, ed alle seguenti ulteriori condizioni: a) che sia realizzata con pannello rettangolare piano bifacciale, saldamente ancorato al di sopra dell’abitacolo del veicolo e posto in posizione parallela al senso di marcia. Il pannello deve avere le dimensioni esterne di 75 times35 cm e la pubblicita’ non deve essere realizzata con messaggi variabili; b) che sia realizzata tramite l’applicazione sul lunotto posteriore del veicolo di pellicola della misura di 100 times12 cm;
c) che sia realizzata tramite l’applicazione di pellicola sulle superfici del veicolo ad esclusione di quelle vetrate. Le esposizioni pubblicitarie di cui alle lettere a) e c) sono alternative tra loro.
I veicoli adibiti al servizio taxi sui quali sono esposti messaggi pubblicitari  di  cui al capo a) non possono circolare sulle autostrade. ))
8. Per i collegamenti con gli aeroporti aperti al traffico aereo civile, ferme restando le competenze degli enti gestori, sono autorizzati ad effettuare servizio di piazza i titolari di licenze per servizio di taxi rilasciate dai comuni capoluogo di regione e di provincia,¬† nonche’¬† dal¬† comune o dai comuni nel cui ambito territoriale l’aeroporto ricade. I comuni interessati, d’intesa, disciplinano le tariffe, le condizioni di trasporto e di svolgimento del servizio, ivi compresa la fissazione del numero massimo di licenze che ciascun comune puo’ rilasciare proporzionalmente al bacino di utenza aeroportuale. Nel caso di mancata intesa tra i comuni, provvede il presidente della regione, sentita la commissione consultiva regionale di cui all’articolo 4 della legge 15 gennaio 1992, n. 21.

(Omissis)

Dato a Roma, addi’ 19 novembre 1997

SCALFARO

Prodi, Presidente del Con-
siglio dei Ministri
Burlando, Ministro dei
trasporti e della naviga-
zione
Ciampi, Ministro del tesor
del bilancio e della pro
grammazione economica
Visco, Ministro delle fi-
nanze
Napolitano, Ministro del-
l’interno
Bassanini, Ministro per la
funzione pubblica e gli
affari regionali

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