DAC7 vista dal tassista: cosa cambia davvero quando lavori con una piattaforma
Negli ultimi anni le app e le piattaforme digitali sono diventate uno dei canali più comuni per mettere in contatto passeggeri e tassisti. In questo contesto si inserisce la DAC7, una normativa europea che punta ad aumentare la trasparenza fiscale dei redditi generati tramite piattaforme online.
Cos’è la DAC7, a cosa serve e che obiettivo ha
La DAC7 introduce regole per rafforzare la cooperazione tra amministrazioni fiscali e lo scambio automatico di informazioni sui redditi realizzati tramite piattaforme digitali. In Italia le disposizioni sono state recepite con un decreto che disciplina come i gestori di piattaforma raccolgono i dati e come questi vengono comunicati all’Agenzia delle Entrate e, tramite cooperazione, anche ad altre giurisdizioni.
L’obiettivo pratico è rendere più semplice verificare la corretta dichiarazione dei redditi generati grazie a intermediari digitali, creando condizioni più uniformi tra operatori tradizionali e digitali.
Quali servizi offre il tassista e perché possono rientrare nella DAC7
La normativa riguarda alcune “attività pertinenti”. Tra queste rientrano anche i servizi personali, cioè prestazioni svolte su richiesta di un utente, anche offline, quando la prestazione è stata “facilitata” da una piattaforma.
In termini concreti: una corsa taxi prenotata o mediata da un’app può rientrare nel concetto di servizio personale ai fini DAC7 (non perché il taxi sia “nuovo” per il fisco, ma perché la piattaforma è tenuta a comunicare dati su chi realizza corrispettivi tramite quel canale).
Chi sono i gestori di piattaforme individuati dalla DAC7
Per “piattaforma” si intende un software accessibile agli utenti, inclusi siti web e app mobili, che collega venditori e utenti per svolgere un’attività pertinente.
Non rientrano invece, in linea generale, i software che fanno solo una di queste cose (senza altri interventi):
- trattare pagamenti,
- catalogare o pubblicizzare attività,
- reindirizzare verso un’altra piattaforma.
Il gestore di piattaforma è l’entità che stipula un contratto con i venditori per mettere a loro disposizione la piattaforma (o parte di essa).
Cosa deve aspettarsi il tassista se aderisce a una piattaforma
1) Richieste di dati e verifiche
Il tassista non “manda” lui i dati con la DAC7: l’obbligo di comunicazione è della piattaforma. Tuttavia, aderendo a una piattaforma, è normale che vengano richiesti e verificati dati come anagrafica, informazioni fiscali e dati collegati ai pagamenti.
2) Riepilogo annuale
Le piattaforme effettuano una comunicazione annuale e, di norma, rendono disponibile al tassista un riepilogo dei dati che lo riguardano (importi, numero corse/attività, commissioni trattenute).
3) Quali dati possono essere inclusi
In sintesi, tra i dati che possono essere oggetto di comunicazione rientrano:
- dati identificativi del tassista,
- informazioni collegate al conto su cui vengono accreditati i corrispettivi (se disponibili),
- importi complessivi e numero di attività nel periodo,
- commissioni o altri importi trattenuti dalla piattaforma.
4) Se non fornisci i dati richiesti
Se le informazioni richieste non vengono fornite, la piattaforma può adottare misure operative: ad esempio limitazioni dell’account, blocchi o trattenute fino all’aggiornamento dei dati.
In breve: cosa conviene fare al tassista
- Considerare la DAC7 come trasparenza, non come “una tassa nuova”.
- Mantenere ordinati dati anagrafici e fiscali (CF, P.IVA se presente, indirizzo aggiornato).
- Conservare e confrontare i riepiloghi annuali delle piattaforme con la propria contabilità/dichiarazione.
- Se qualcosa non torna (importi, numero corse, commissioni), chiedere chiarimenti e confrontarsi con il proprio consulente.
Nota: questo articolo è informativo e non sostituisce il parere del professionista (commercialista/consulente fiscale).
